Sono una giornalista, autrice ed esperta di comunicazione attualmente residente a Milano.
Il mio percorso professionale è composito. Per oltre dieci anni mi sono dedicata alla comunicazione corporate, specializzandomi nel settore farmaceutico e nel turismo-hospitality. Per una nota compagnia crocieristica ho costruito e seguito per lungo tempo il dipartimento Crisis Communication & Management, un’esperienza intensa dal punto di vista lavorativo e umano.
Dal 2024 mi occupo di “giornalismo puro”: da sempre amante della scrittura e della creatività, quando è arrivata l’opportunità di unirmi al Corriere della Sera non ho potuto rifiutare.
Prima di iniziare questo capitolo, a novembre 2023 ho vinto il Premio Internazionale Chatwin per la narrativa di viaggio con il racconto Cuore di ruggine, leggibile dal portfolio.
Ad oggi collaboro con le principali testate italiane e svizzere: Corriere della Sera, Io Donna, Sette, Vanity Fair, Azione Svizzera. Il mio interesse è rivolto soprattutto agli Esteri; scrivo (oltre a realizzare video e podcast) di geopolitica, società estera e viaggi. Le aree geografiche su cui lavoro maggiormente, per interesse personale e perché ritengo acquisiranno sempre più importanza, sono quelle dell’Asia Centrale, dell’Asia Meridionale e dei Paesi post-sovietici. Non voglio però limitarmi: racconto anche storie di donne, di ambiente, di sostenibilità e di tutto ciò che reputo meritevole di far conoscere.
Mi piace il giornalismo fatto alla “vecchia maniera”, quello mosso dalla curiosità, dalla scoperta, dal desiderio di narrare; quello che consuma le suole delle scarpe e si vive in prima persona, andando sul posto con uno zaino leggero e un taccuino.
Credo che poter raccontare una storia e poter essere ascoltati sia un grande privilegio, specialmente quando si tratta di storie personali: chi le consegna dona una parte di sé e compie un atto di fiducia non dovuto. Per questo gestisco ogni narrazione con etica e sensibilità.
Quando scrivo, mi pongo sempre una domanda: «Se questa fosse la mia storia e la leggessi, penserei che è stata trattata con la giusta dignità?». Se l’onesta risposta è sì, allora vuol dire che ho fatto bene il mio lavoro, e che il nome e cognome in fondo a quell’articolo mi rispecchiano.